Complottismo. Abbozzando una meta-analisi
Inizio a fornire alcuni metodi d'osservazione dei complottismi che attraversano la società e in particolare i social (ma i complottismi non attraversano solo i social nel senso che non provengono solo dai social: ...sic ... esempio di narrazione complottista 1, esempio di narrazione complottista 2, esempio 3: Ansa (15 maggio 2021) "Pentagono conferma autenticità del video su Ufo del 2019")
Meta-analisi?
Se parlo di meta-analisi utilizzo questo termine de-bordando dal suo significato "statistico" stretto (che ha caratteristiche più analitiche, quantitative, campionarie e lo ritroviamo nelle "review sistematiche" della scienza) per allargarlo a quello (più agile, induttivo e a-sistematico) di derivazione filosofica, cioè analisi dell'analisi o discorso sull'analisi. Procederò, come spesso faccio, per intuizioni e aneddoti
In questo caso, assolutamente convinto dell'importanza del complottismo nelle dinamiche sociopolitiche (cioè convinto del fatto che non debbono mai mancare a una nazione le "pinze" per acchiappare i complottismi senza esserne succubi) e del tutto insoddisfatto dei discorsi (spesso propagandistici) sui "complottismi" che vedo in giro, cerco di fare quindi dei ragionamenti sulle (scarse ...non per numero ...per qualità) analisi che in giro vedo fare sul complottismo.
Deducendone qualche primo "appiglio" per non perdersi nella baraonda (e maratonda...) di parole buttate al vento dai media e dalla popolazione che ormai sono spesso parole senza manco più un oggetto a cui si riferiscono (fake news, mondialista, fascista, complottista, ... tutti termini di cui nessuno sa in realtà il senso).
Quando le parole non hanno più un referente (un oggetto chiaro) se ne può fare quel che vuole e diventano veicoli invisibili di propaganda che viene veicolata non più tramite quello a cui le parole si riferiscono, ma tramite il loro stesso "non-sense" e tramite "spostamenti semantici" sempre più impliciti e invisibili (vederli richiederebbe di fissare delle definizioni condivise ex ante ...ma attenzione se fu Diderot a impegnarsi in enciclopedie è perché dare definizioni, darle bene, non è facile). E ciò che è implicito ti entra dentro senza che te ne accorgi: è un problema democratico cioè
Anzitutto riparto da una definizione per distinzione, cioè iniziando a definire il complottismo non per quel che è (rischiamo le tautologie da dizionario e assolutamente eviterei) ma evidenziando ciò con cui il complottismo non va confuso. La distinzione è se vogliamo semplificatoria (lo vedremo a breve quando inizieremo a cercare dei referenti...) ma aiuta e ne ho già accennato qualche volta
Il complottismo ...non è un complotto
Il complottismo ...non è un complotto
- Il complotto è una trama occulta reale e dissimulata (tenuta scientemente nascosta)
- Il complottismo è una trama occulta inesistente (Wu Ming1 recentemente la definiva non a caso e con proprietà di linguaggio "fantasia di complotto" ...ricordando una cosa spesso sottovalutata e cioè che un complotto, se non è "prodotto di fantasia", ...è reale )
In questo blog non metto in discussione l'esistenza fattuale dei complotti mentre ovviamente metto in discussione l'esistenza fattuale dei complottismi
Definizione astratta direte. Per adesso senz'altro, ma ci servirà. Ma teniamo per ora a mente che è una semplificazione: son scatole cinesi in realtà e ci sono punti di compenetrazione come il buon tao ci insegna. Spunto: il complottismo come ultima grande ideologia
Distinguere complotti e complottismi?
Se vi steste domandando come si distinguono i due fenomeni a mio parere è tema complesso (e la separazione dogmatica e semplicistica dei due ambiti personalmente, quando catalogo una fonte, la inserisco nel "cassetto" della disinformazione)
Questo è interessante perché, visto che sappiamo che le masse non riescono in media a gestire la complessità, possiamo dedurne che (non per forza per ragioni colpevoli) le masse diventano veicoli obbligati di disinformazione ...se in schemi semplificati si mantengono le masse
Quindi mantenere semplicistiche le definizioni in scenari complessi equivale a poter manovrare e usare le masse, potendo star certi che queste non svilupperano in tempi rapidi anticorpi
Non ho avuto sinora tempo e modo di affrontare in modo un po' sistematico i metodi per distinguere complotti e complottismi
Tentare una scrematura richiede infatti varie competenze sia tecniche che conoscitive per ogni singolo complotto e complottismo e poi divulgare il tutto è un lavoro a parte perché non è scontato che sia facilmente comunicabile. Se lo fosse entrambi i fenomeni avrebbero scarsa diffusione sociale: qui non siamo alla tautologia ma senz'altro all'evidenza dotata di buon senso
Dedurrete da quanto dico che non voglio usare (è scientemente voluto) un principio basato sull'autorità. Cioè non userò (o comunque sarà l'ultima sponda) il fatto che un complottismo è tale perché definito in media istituzionalmente tale
Per adesso ho solo accennato alla cosa veramente in grandi linee con un esempio storiografico significativo. In generale se vi interessa, potremmo dire che studiare la strategia della tensione italiana è un ottimo modo di tenere il polso di complotti reali per nulla inventati o finti (ma invece assolutamente orchestrati che è una delle vere qualità del complotto) e questo poi in controluce aiuta anche a capire dove sono i complottismi, cioè i complotti ... che non stanno in piedi
Se mi domandaste se esistono metodi che permettono di identificare i complottismi in anticipo, al loro emergere, smascherandoli in tempi utili la mia risposta è che con un tot allenamento questo è fattibile in una % non piccola dei casi. Le masse non hanno questo allenamento e - cosa rilevante che vedremo confermata tra un attimo - nessuno fornisce alle masse un apprendistato in tal senso
Psicologia ...e sociologia
La distinzione tra complotto e complottismo è fondamentale ma non basta per iniziare a osservare in modo serio il fenomeno del complottismo
Ci serve uno sguardo al contempo sul fenomeno
- più psicologico
- più sociologico
Nietzsche, che dice? Boh...
In questo post non entrerò nel merito di alcuni classici complottismi per come ci vengono presentati: sarebbe dispersivo, anzitutto per il nostro focus d'attenzione. Quello che cerco per adesso è un massimo comun divisore cioè quel qualcosa che è presente in tutti i complottismi. E in realtà facendolo mi sono scoperto a maneggiare più che il complottismo la sua (chiamiamola così) struttura di propagazione nell'era digitale. Forse quindi il massimo comun divisore è la struttura di propagazione per come si presenta nel sistema di comunicazione del periodo storico oggetto d'osservazione. Forse...
Riporto qualche esempio generico di complottismo così giusto per "sintonizzarci" precisando che sono alcuni di quelli che IO reputo complottismi
dico IO ...perché la definizione varia infatti da persona a persona e questo non deve troppo stupire e in parte c'è del democratico nell'accettare che così sia. Mi rendo conto che quel che dico, immersi in un mondo che taglia con l'accetta bianco e nero, risulti destabilizzante, ma credo che senza questa destabilizzazione non riusciremo a ragionare a mente fresca
Preciso anche che ognuno di questi complottismi ha in realtà pesi e qualità diverse (che andrebbero analizzati uno per uno, come dicevo prima a proposito delle competenze che debbono intervenire di volta in volta). Qualcuno è in auge al momento per motivi evidenti, qualcuno è più "sempreverde" (o meglio ha 50-200 anni e in realtà anche l'idea che sia sempre esistito credo sia storiograficamente falsa, non foss'altro perché come complottismo qualche secolo fa andava molto più di moda il terratondismo)
- vaccini per sterminare
- depopolamento programmato
- "teorie delle scie chimiche" alla Rosario Marcianò
- nuovo ordine mondiale
- complotto pluto-giudaico-massonico
- "massoni che fanno cose"(non meglio precisati)
- una parte importante dei filoni mistici esoterici e cosiddetti occultisti (non possiamo ridurre questo filone complottista al "new age", lo anticipo)
- terrapiattismo
- etc...
Nietzsche ci dice che se guardi a lungo un oggetto a un certo punto lo sguardo torna al soggetto osservante, cioè l'oggetto ci dice molto di noi. C'è anche un'altra frase di Nietzsche, quella sull'abisso che guardi e l'abisso che guarda te (ve l'hanno intortata sui social quindi so che molti di voi la conoscono pur non avendo mai letto Nietzsche)
Sono due aforismi distinti di Nietzsche in realtà (se non 300 aforismi distinti visti da centinaia di angolazioni ...questo faceva Nietzsche attuando un cubismo percettivo senza chiedere alcun permesso a Picasso) e comunque visto che il complottismo è da capogiro anche l'aforisma sull'abisso non è fuoritema
E' questo che ci avvicina al concetto di meta-analisi e è anche la ragione per cui il complottismo secondo me ...potrebbe interessarci
Con dolo o senza dolo?
Detto, per quanto in linea in discreta parte teorica, cosa il complottismo non è, per maneggiarlo è utile anzitutto suddividerlo ora in due sottogruppi
- complottismo come trama occulta inesistente creduta in buona fede. E' quello che chiameremo del propagatore manipolato
- complottismo come trama occulta inesistente per nulla creduta e diffusa in cattiva fede; per adesso per semplificazione possiamo chiamarlo il "guru manipolatore in cattiva fede della setta", cioè colui che non crede affatto a quel che dice ma ha la postura carismatica sacerdotale per manipolare dei gruppi più o meno vasti
Lo sguardo torna sui media
Iniziamo con il notare che buona parte dei media si occupano nel 95% dei casi solo del complottismo del punto 1, cioè del propagatore manipolato
E spesso per altro usano una categoria pigliatutto (quella dell'analfabetismo funzionale) per interpretare (e soprattutto ...spiegarci) il fenomeno. La definizione di analfabetismo funzionale (ad esempio quella di Wikipedia) è talmente generica, onnicomprensiva e interpretabile che a me sembra del tutto inutile a cogliere il fenomeno. E' una "pinza" talmente grande che non la tieni manco in mano, una chiave inglese di misura troppo grande per qualunque bullone. In realtà, date alcune definizioni, quasi nessuno in Italia è analfabeta funzionale e date altre definizioni lo è il 75% buono della popolazione (ma direi anche vari politici, insegnanti e operatori dell'informazione)
A Roma diremmo che dare dell'analfabeta funzionale a qualcuno è un modo per buttarla in caciara. Non sbagli mai e quasi certamente non stai dicendo niente (in compenso farai sentire insultata la persona a cui lo dici)
Al di là dei toni spesso spiacevolmente denigratori usati dai grandi media verso il propagatore manipolato (che proprio per la definizione che ne danno i grandi media, ben più inclemente della mia, seppur dannoso è palesemente una vittima) questi media generalmente si soffermano su un problema cognitivo dove l'individuo esorcizzerebbe in modo improprio dei problemi sociali (ad esempio credere che se c'è un lockdown c'è certamente dittatura sanitaria: questa equazione, specie se intesa in termini matematici, è molto discutibile...) o dei problemi ancestrali (ad esempio che la morte esiste e le pandemie - naturali o provocate - pure) ...creando a sua volta altri problemi
Con le pinze appena fornitevi ecco che quindi il complottismo ci dà da subito un'informazione non sulla galassia complottista (che come vedremo è tutt'altro che di facile definizione...) ma sull'informazione istituzionale dei grandi media: e questo è già una prima sociologia del complottismo, dove per sociologia intendiamo non solo "l'oggetto" ma anche il contesto che lo crea, recepisce, riverbera e moltiplica (anche negandolo)
Per una sociologia del complottismo
I grandi media in generale riducono il complottismo a una sola questione psicologica (seppur di massa). Vicerversa il complottismo al punto 2 (quello del guru in cattiva fede) non viene quasi mai considerato eppure ci introdurrebbe alla dimensione sociologica per alcuni versi anche più interessante: è la sua funzione sociale che trascende di molto l'esorcismo individuale in quanto quello del guru manipolatore (soggetto molto poco studiato sinora nella vulgata mediatica) è frutto di calcolo e premeditazione (e in questo senso non corrisponde manco un po' alla definizione che i media paternalistici ci danno di complottista ...che nella vulgata mediatica istituzionale è poco più di un parassita dannoso e cretino)
Il complottismo osservato in questa prospettiva ci inizia a dare un sacco di informazioni: non solo i media fotografano solo una parte della questione (perché? è una domanda certamente da porsi se l'omissione dei grandi media è generalizzata) ma fotografano solo il lato reputato e definito spontaneistico, grass-root, "dal basso", dettato da ignoranza del complottismo
Anche come ex prestigiatore amatoriale (nota: il prestigiatore è, tra le altre cose, un creatore di complottismi in contesto controllato) vi posso assicurare che questo non ha senso: essere guru in cattiva fede è un'arte (bastarda e infame se volete ma un'arte) e esserlo a un certo livello (come molti guru del punto 2) ...non è per tutti e richiede competenza.
Di questa competenza (manipolatoria...) i grandi media non ci parlano. Come mai? Eppure se esiste un esercito di dannosissimi manipolati la prima cosa da fare sarebbe disinnescare le potenzialità dei manipolatori. E' intuitivo e semplice: di questa strana carenza dei grandi media riparleremo...
In realtà se osserviamo buona parte dei complottismi imperanti negli ultimi 10-15 anni sui social capiamo molto presto che la mia stessa definizione numero 2 data prima, quella di guru manipolatore in cattiva fede della setta è parziale, carente e insoddisfacente
E' davvero il guru di una setta? E che setta poi?
Nel frattempo i social introducono una dimensione completamente nuova della setta: è una setta che non ha un luogo fisico (anche se ogni tanto va in piazza parrebbe a litigare con i Saverio Tommasi di turno ...guardatelo il video, consiglio: da notare che in parallelo i Saverio Tommasi di turno prendono esattamente le parti dei "media istituzionali" su detti, assolutamente allineati al principio d'autorità), in realtà
- non ha neanche un "censimento" (e se censimento viene compiuto ...avviene in massima parte a partire dagli analytics digitali)
- ha contorni sfumati e permeabili (mentre nella "setta vera" in media se vi entri non facilmente ne esci e spesso non facilmente vi entri, questa "setta" attrae sulla base di un "magnetismo" prevalentemente psico-tecnologico, magnetismo per alcuni versi molto più flebile e volatile)
- certamente esistono tra i complottisti manipolati ...le 50 sfumature di grigio del "quanto ci credono" (l'omogeneità dei complottisti social è cioè in discreta parte apparente e senza l'operazione di "coagulo" del guru non apparirebbero neanche omogenei). Quindi i complottisti social possono diventare all'occasione un corpo compatto ma in realtà possono disperdersi facilmente e sono mente compatta solo nel momento in cui - dal guru - la mente, diciamo, la prendono a prestito
Questo rende la galassia complottista social di difficile definibilità (...in realtà anche per i manipolatori stessi)
Money
Inoltre sembra molto diverso anche il criterio di remunerazione del guru: se quello della setta fisica era remunerato dagli adepti obbligati a oboli fideistici ... i nuovi guru sono evidentemente finanziati da qualcos'altro e qualcun altro
Il che ci porta anche a concludere che se il vecchio guru della setta fisica aveva forse non solo ma certamente un obiettivo economico da trarre dagli adepti ... nel guru social gli adepti non vengono coinvolti per obiettivi direttamente remunerativi ...ma per qualche altro obiettivo.
Quale?
C'è poi un aspetto più di cronaca da considerare: io questi guru li ho osservati parecchio negli anni e non solo c'è un silenzio mediatico generalizzato (assordante...) su di essi ...ma al contempo tali guru ...sono dotati di media e anche di alcuni precisi appoggi istituzionali ...cosa che nel piccolo guru settario di 20-30 anni fa spesso non era
Ma allora...
Quindi qui subentra ...all'interno del cosiddetto guru manipolatore un'altra distinzione: quella tra
- ciarlatano furbo (per comodità lo riterremo quello di molte piccole sette tradizionali. N.b. ...non sto dicendo che tutte le sette tradizionali fossero piccole o mancanti di organizzazione ...ma molte realisticamente erano così. O altrimenti dovremmo pensare che dietro ogni cartomante ci fosse un complotto e mi pare inclemente verso le cartomanti)
- e ...criminalità organizzata. Eh sì ...se ci pensate questa somiglia molto più all'humus di appartenenza del guru complottista social odierno ...che non agisce per nulla scompaginato ma ampiamente supportato da tecnologie all'avanguardia, grafiche di qualità, canali ospitanti sia nel senso che lo "ospitano" sia nel senso che lo "rimbalzano", reti di followers abbastanza palesemente "fantoccio" ma pur presenti "in numero". Sembra a tutti gli effetti "un cartello", "una mafia"
Per ora mi fermo qui ma una cosa arrivati a questo punto la capiamo subito: l'omissione d'analisi dei grandi media istituzionali a questo punto inizia ad avere contorni ben più gravi
In quanto non solo tale omissione fa sì che i grandi media se la prendano con, e stigmatizzino l'ultimo dei manipolati (per quanto "propagatore"), ma favorisce il linciaggio di questo (che orientativamente ha capito molto poco di quel che sta avvenendo) mentre non va a colpire la matrice organica e organizzata che sembra caratterizzare il complottismo social odierno
Forti di sociologia...
Dicevamo che ci serviva uno sguardo al contempo più sociologico e più psicologico: in questo post abbiamo iniziato a chiarire che lo sguardo sociologico mancava completamente, non era "istruito" per così dire
Di come aumentare la profondità d'analisi psicologica diremo invece in altro post. Quello che è certo è che, a questo punto, la aumenteremo ...forti di sociologia... e di varie nuove domande che a questo punto bramano risposte...
p.s.
Vi lascio con una domanda: stante ad esempio i dati qui (che mostrano dei dati discretamente incoraggianti sul tema vaccinazioni per la ripresa della nostra nazione) che interesse possono avere i gruppi organizzati (perché abbiamo visto che sono organizzati) che spargono complottismi sul tema vaccini? Qual è la vera ragione per cui stanno attuando questa campagna capillare in Italia per un numero di effetti avversi statisticamente molto relativi ? Che interessi coprono? E se coprono degli interessi e obiettivi non dichiarati al loro stesso pubblico ...siamo o no davanti a un complotto (anche se in tal caso molto diverso da quello che loro sostengono essere "il complotto")?
