Pensiero religioso e manipolazione
Pensiero religioso e società laica
E' indipendente dai "tempi" e non concerne le definizioni formali di "società laiche"
Il "pensiero religioso" è una modalità di pensiero (individuale e/o collettiva) indipendente dalla condizione storica. In tal senso è sempre assente e sempre presente.
O meglio: sempre potenzialmente presente o latente
Per chi si occupa di elaborare strategie di disinformazione e manipolazione (tipicamente gli apparati, servizi segreti delle nazioni) quella del "pensiero religioso" viene ritenuta la condizione ottimale a cui portare i "target da manipolare"
Permette infatti di generare nel target risposte manichee bianco/nero
Si noti appunto che per "pensiero religioso" non si intende un "pensiero su un tema religioso" (che per altro può essere affrontato con spirito laico): è una modalità del pensare e forse anzi potremmo meglio descriverla come una condizione bio-cognitiva visto che è una condizione dove tra biologia e stato cognitivo si presentano condizioni precise
...condizioni che per altro dall ''800 hanno ricevuto "studi dedicati" - anche se non sempre noti alla pubblica opinione e in media non troppo "legali" ... - da parte degli apparati militari occidentali
"Perfetto" per le società laiche
Contrariamente a quel che forse l'apparenza suggerisce proprio in quanto il pensiero religioso non è un pensiero a tema religioso questo è perfettamente utilizzabile nelle società (apparentemente e/o giuridicamente) laiche. Cioè è una strategia idonea per manipolare gli stati-nazione moderni in quanto non si deve per forza presentare con quello che le masse di uno stato nazione laico riconoscono come un habitus religioso
Questa tenica manipolativa cioè non si presenta vestita da monaco o in abito talare
Il pensiero religioso sviluppato con questi crismi dagli apparati è infatti generabile anche su temi del tutto laici (dogmatizzandoli e polarizzandoli molto semplificando ...poi ne parliamo in modo più approfondito) e in questo senso può non essere percepito (a maggior ragione in modo cosciente) dalle masse che vivono in società formalmente laiche
In media in questi contesti le masse colpite percepiscono
- una confusione di fondo
- un "disturbo" di fondo
- restrizione delle possibilità di fantasia (ne riparleremo)
- ansia
ma non sono in grado di decodificare in modo pienamente cosciente il fenomeno (riportarlo cioè da uno stadio religioso a uno laico) e gli apparati in media si premurano che le masse restino in tale condizione anche "aggiustando il tiro" in itinere
Dargli la parola. Verbalizzare ("in principio era il verbo")
Possiamo genericamente per ora (e in attesa di più precise definizioni) considerare uno stadio delle masse che resta incosciente e quindi in condizione bio-cognitiva religiosa quello stadio in cui una massa nazionale e buona parte degli individui che la compongono non è in grado di "dare parola" al fenomeno di manipolazione, non sanno cioè operare una "verbalizzazione" del fenomeno. Non sono cioè in grado di "sviluppare un racconto", "una narrazione"
Ogni narrazione è in grado di mettere distanza tra narratore e narrato, tra narrazione e chi ascolta la narrazione: la narrazione ha potere obiettivante e in tal senso (anche quando "epopea" come l'Iliade e l'Odissea; uno spunto) ha un potere laico
Tale potere laico della narrazione non va inteso in termini assoluti ma sempre relativi
Quindi una narrazione (se congruente con il contesto ovviamente) che subentra in contesto di narrazioni assenti o deficitanti in media ha potere laicizzante
L'assenza di narrazione "dal basso" è il vero terreno di coltura, il brodo della manipolazione: se infatti è vero che ogni collettività in generale sente il bisogno di una narrazione (anche laica o laicista si noti, ribadiamo non è la "religiosità apparente" il punto) questo diventa a maggior ragione vero in una collettività nazionale dove l'assenza di narrazione genera sfaldamento in quanto questa assenza si riverbera su una "società complessa" ...cosa che in una tribù di piccole dimensioni non per forza avviene.
Nel momento in cui gli apparati sono stati in grado di togliere una narrazione alle masse possono proporgliene di loro e quindi "muovere" le masse e direzionarle. Questo permette di indirizzare un'intera nazione
La narrazione ha infatti potere mobilitativo (detto altrimenti se la Bibbia è ancor un best-seller nonostante "qualche smentita sulle fonti" la ragione è questa)
Ma prima di proporre la narrazione manipolatoria (in generale ...sarebbe più corretto parlare di narrazioni ..."al plurale" ...si veda qui un primo spunto sulla "molteplicità narrativa" manipolatoria operata dagli apparati) è appunto necessario ...togliere la narrazione pre-esistente, togliere cioè la parola alle masse target
E' necessario cioè creare un terreno ben preciso
Un "terreno" da creare ...con i suoi tempi
In generale questa è la ragione per cui le manipolazioni degli apparati sia internamente alla propria nazione così come in nazioni estere (anche formalmente alleate) spesso richiedono di "creare un terreno", la costruzione di un "humus"
Come intuibile da quanto detto prima non si tratta di un "terreno di consenso" (quella è una manovra più cosciente ed è operata in media non dagli apparati ma prevalentemente dai partiti) ma di un terreno di manipolazione stricto sensu: la sua sfera d'azione è prevalentemente pre-razionale e in questo senso possiamo più correttamente inserirlo all'interno degli "inconsci collettivi" (...di cui gli apparati sono esperti...sbaglia chi crede che gli apparati siano "solo dei tecnici" senza uso di quella che potremmo definire dimensione simbolica)
La condizione bio-cognitiva religiosa richiede un tempo per essere creata e in linea di massima all'interno degli Stati nazionali non va considerata una "condizione spontanea" lì dove si crei
La presenza di tale condizione in uno Stato-nazione cioè può essere spesso presa di per sé come indizio di un'azione di apparati di intelligences: un caso vistoso ma non molto occidentale - quindi in termini di similitudine ci interessa sino a un certo punto per autoosservarci - sono i passaggi da società più laiche a meno laiche (se non teocratiche) dei "Paesi islamici" dell'Asia vicina e lontana, ad esempio la transizione Reza Pahlavi-Khomeynī (...questo in uno stato nazione non avviene mai per caso e le intelligences sono freneticamente al lavoro diciamo...)
Raramente è azione che può essere svolta nel giro di 6-12 mesi per capirci (questo almeno "in occidente" può essere fatto solo su eventi molto "ridotti" per dimensione, ad esempio eventi di cronaca su cui si operino depistaggi): richiede tempi più lunghi
In media servono dai 3-4 anni in su: anche per questa ragione è una tecnica privilegiata come metodo di infiltrazione di apparati esteri in nazioni alleate
Ideale per infiltrare nazioni alleate
Nelle nazioni alleate infatti
- è molto più facile "tenere il polso" del mood e dei sentimenti che attraversano la nazione (questo è fondamentale per le azioni soft di lungo periodo)
- i tempi, lo scenario sono palesemente non quelli della "guerra aperta" (che ad oggi può impiegare anche tempi inferiori al mese nel momento in cui si manifesta)
- è possibile agire in termini di soft power su un gran numero di "leve" (tv, giornali, cinema, internet, "talpe", partiti che si prestano...)
Quanto appena detto è invece molto più difficile si possa verificare in una nazione avversaria (estremizzando quindi non capita che i russi possano facilmente farlo sugli statunitensi e viceversa) che
- arriva a comminare pene estremamente severe (ergastoli, lavori forzati, tortura, morte, ... non vi stranite troppo sono tecniche "assolutamente attuali") verso chi mettesse in opera una complicità con servizi segreti avversari (i "collaborazionisti" vivono qualche "disincentivo" cioè)
- in generale con i propri apparati si occupa proprio di impedire ogni minimo movimento di apparati avversari (cosa che nelle nazioni alleate avviene in modo meno categorico a maggior ragione se questo è attuato dalla potenza alleata dotata di maggiore forza sulle altre cioè in uno scenario di alleanza non simmetrica che per le alleanze inter-nazione geopolitiche attuali va considerato lo scenario più frequente)
...e anche gli studi comunicazionali
Questa coltivazione del terreno riecheggia e potremmo per nostro mero comodo per altri versi considerarla una riproposizione strettamente militare della Teoria della Coltivazione nata per lo studio degli effetti televisivi (anche se cronologicamente noi sappiamo che quella televisiva è stata partorita dopo quella militare)
Dei paralleli tra studi mass-comunicazionali e azioni di intelligences parleremo in post dedicati: per ora basti sapere che gli aspetti sono profondamente intrecciati in quanto dove c'è media elettronico (di cui il digitale è evoluzione) ...c'è intelligence ...intelligence per come modernamente concepita ovviamente (perché lo spionaggio e le azioni belliche conseguenti sono nate con le società umane)
(continua...)
