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Visualizzazione dei post da settembre, 2021

Istituzionalità e manipolazione

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  « Ho potuto vedere un professionista maturo e posato entrare nel laboratorio sorridente e fiducioso. In capo a venti minuti era ridotto a un relitto umano, tremante e balbettante, sull'orlo del collasso nervoso. Si tirava continuamente il lobo dell'orecchio e si torceva le mani. A un certo punto si premette il pugno contro la fronte, mormorando "Oddio, facciamola finita". Eppure continuò a rispondere ad ogni parola dello sperimentatore, obbedendogli fino alla fine » Stanley Milgram, Journal of Abnormal and Social Psychology, 1963 Di recente ho iniziato a introdurre la figura del l'attore pseudo-istituzionale . Una figura che infiltra a tutti gli effetti le istituzioni (e lo fa con l'appoggio "occulto" di una parte di esse ...non di tutte, si noti, se avesse completo appoggio istituzionale la sua presenza non sarebbe necessaria) per boicottarle con metodi di guerra psicologica e di disinformazione. Serve a questo punto di iniziare un maggiore approf...

11 settembre. Commemorare aggirando la disinformazione

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  La ricorrenza è nota, darle un senso commemorativo (al di là della "forma") molto meno, per varie ragioni  Da un lato abbiamo molti morti civili (a New York ...come poi in Afghanistan) , dall'altro i legami (storici) accertati tra Cia, apparati statunitensi e Bin Laden (che i grandi media ci hanno volentieri sottaciuto ...e è un eufemismo) e una guerra "occidentale" afghana di cui possiamo vedere moltissime lacune e ancora una volta promesse formali che nulla c'entrano con i risultati della guerra (oltre al moltiplicarsi notevole dell'export di droghe dall'area afghana). Sull'attentato in sé varie cose non chiare sul fronte istituzionale, ad esempio la scomparsa del memo dell'agente Fbi Doug Miller e ovviamente le famose 28 pagine   ... " The Saudi presence in the Usa " ...rimaste del tutto secretate fino al 2016 ma che restano (tra la rabbia dei familiari delle vittime di New York) tuttora parzialmente classificate ...ma che ...

L'attore pseudo-istituzionale: il complice nascosto

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 Al di sopra di ogni sospetto All'interno delle dinamiche di guerra psicologica e guerra informativa un particolare ruolo riveste quello dell' attore pseudoistituzionale che è una declinazione specifica del poliziotto buono, poliziotto cattivo Riprenderemo questo tema da numerose angolazioni. Al momento desidero semplicemente lasciarvi una suggestione  La guerra (dis)informativa necessita  da un lato il "serpeggiare" di informazioni "non controllate" che si muovono fuori dal contesto istituzionale (e che non trovano alcuna conferma chiara da parte delle istituzioni) dall'altra mano mano che la propaganda disinformativa procede la posta in gioco si alza e si accede (o cerca di accedere) a ambiti più istituzionali, ovviamente almeno inizialmente in chiave conflittuale specie sul tema ufficiale oggetto del contendere disinformativo. Attenzione che i temi ufficiali della disinformazione non sono però il vero obiettivo: per i disinformatori la disinformazion...