Istituzionalità e manipolazione


 «Ho potuto vedere un professionista maturo e posato entrare nel laboratorio sorridente e fiducioso. In capo a venti minuti era ridotto a un relitto umano, tremante e balbettante, sull'orlo del collasso nervoso. Si tirava continuamente il lobo dell'orecchio e si torceva le mani. A un certo punto si premette il pugno contro la fronte, mormorando "Oddio, facciamola finita". Eppure continuò a rispondere ad ogni parola dello sperimentatore, obbedendogli fino alla fine»

Stanley Milgram, Journal of Abnormal and Social Psychology, 1963


Di recente ho iniziato a introdurre la figura dell'attore pseudo-istituzionale. Una figura che infiltra a tutti gli effetti le istituzioni (e lo fa con l'appoggio "occulto" di una parte di esse ...non di tutte, si noti, se avesse completo appoggio istituzionale la sua presenza non sarebbe necessaria) per boicottarle con metodi di guerra psicologica e di disinformazione.

Serve a questo punto di iniziare un maggiore approfondimento sul concetto di istituzionalità

Le istituzioni sono un tassello potenzialmente cruciale della manipolazione perché, da quando abbiamo storicamente superato i "capi per diritto divino", le istituzioni stesse diventano divinità. Il diritto (inteso come legge, codici) diventa "emanazione divina". 

 Non è un caso che il linguaggio giuridico sia quasi un "latinorum" e mantenga una discreta incomprensibilità al pari delle formulazioni rituali ecclesiastiche e che una discreta intraducibilità di ciò che è giuridico venga preservata gratuitamente e volontariamente anche oggi che sarebbe in parte superabile

Non la Bibbia. Kafka

La presenza di persone fisiche dietro la creazione di leggi viene nella percezione delle masse così occultata dietro il documento o testo giuridico in sé. Il documento giuridico sembra vivere di vita propria e non ha più "un mandante", "un creatore", "un colpevole". Se una legge discussa in parlamento è ancora spesso un fenomeno "molto umano" ...una volta che una legge è emanata questa diventa "qualcosa di metafisico". Cala dall'alto, "dal cielo" ...ma il precedente passaggio (la legge è effettivamente partita "da terra") sparisce

E' lo Stato, la Regione o al massimo il Parlamento, il Governo: sono "entità" e sono entità complesse e discretamente inagguantabili per il comune cittadino e anche i piccoli gruppi sociali delle democrazie

Lo spostamento è kafkiano: non si ha più un "re-faraone" ma un ente impersonale che vede te mentre tu non vedi l'ente 

Humus potenziale

Non sto qui sostenendo che le istituzioni operino per forza in cattiva fede, tantomeno sempre o comunque. Nella nostra disamina degli strumenti manipolativi ci interessa invece evidenziare che le istituzioni incutono un timor dei o anche oppure semplicemente ...sono credute: in quest'ultimo caso non è presente un timore espresso quanto piuttosto una "devozione" un io mi fido delle istituzioni

Questa condizione è un prerequisito (un humus potenziale) di eventuali attività manipolative perché nonostante esista nelle nostre democrazie l'implicito permesso di criticare molte figure, politiche e non (anche in modo apparentemente violento e denigratorio ...un ottimo "sfogatoio", spesso calcolato come tale dal "potere"), la legge in quanto tale non viene discussa invece dalle masse, soprattutto in modo corale (questa è la vera azione di massa). Le masse non sono in grado di fare questo e "gli uomini delle istituzioni" lo sanno 

L'iter istituzionale sta facendo il suo corso

L'essere umano è limitato e compie errori, può essere meschino, egoista: le masse sanno questo e forse addirittura abusano (spesso manipolate anche in questo) di questi credo sugli individui di potere, specie quando questi sono còlti da una "malalingua"

Ciò che è impersonale al contrario viene percepito come "perfetto" (o comunque la sua imperfezione non è decifrabile). Perfetto si noti non vuol dire per forza positivo: perfetto vuol dire sovrannaturale (positivo o nefasto che sia)

Lo slittamento è sottilissimo perché in realtà le istituzioni e le leggi sono frutto dei medesimi umani su detti, soggetti a errori e meschinità, ma in questo "passaggio", in questo "slittamento" i ruoli improvvisamente mutano ... 

A fare da diaframma tra meschinità degli uomini istituzionali e perfezione delle istituzioni ...c'è l'iter istituzionale

E' l'iter istituzionale l'indiscutibile (e incomprensibilissimo) garante di tale slittamento

Mentre le masse possono linciare (la storia ce lo mostra: rivoluzioni, attentati, ...) o immaginare di linciare - anche in termini comunicativi - un politico ...la legge separa le masse, opera un dividi e comanda anzitutto psicoemozionale, parla a singoli cittadini ...e il cittadino si trova solo (senza più un coro o una massa umana a scudarlo) davanti a un Dio imperscrutabile (amato o temuto che sia) che usa un linguaggio la cui incomprensibilità è direttamente proporzionale al suo potere cogente e coattivo

Ciò che "esce" da un iter istituzionale ...non è più umano e dal comune cittadino non è più controllabile 

Al riguardo, anche visto che stiamo osservando il tutto dalla nazione Italia, va chiarito che quando parlo di potere coattivo di una legge non mi riferisco per forza alla capacità strettamente legale di farla rispettare (questo può non avvenire) ma al fatto che essa sia in grado di creare un clima sociale, clima sociale che nell'italico andazzo include anche le scappatoie materiali, morali e psicologiche (che sono comunque determinate dalla legge promulgata). Lo sguardo che qui ci preme non è giuridico ma sociologico

Quando così degli apparati o persone preparate delle istituzioni o anche figure (come quella dell'attore pseudoistituzionale su detto) che infiltrano le istituzioni recitandone paramenti, riti e formule,  si muovono sul terreno della manipolazione istituzionale la loro prima necessità è trasformare la loro voce individuale in voce impersonale. 

Chi opera manipolazione istituzionale ha una preparazione ferrea nel fare questo: letteralmente anni di apprendistato. In tal senso definire il rapporto manipolatore-manipolato dispari è a dir poco eufemistico e ottimistico

Se è (apparentemente) la voce delle istituzioni a parlare - a maggior ragione se proviene dai panni non di un politico carismatico (che sicuramente avrà una sua storia pubblica di umani vizi e virtù) ma di un "grigio burocrate" - questa sarà immediatamente voce divina e genererà automatismi su larga scala nelle masse, spesso passando anche inosservata proprio per via della incomprensibilità della lingua giuridica

Operare e progettare

Se chi opera manipolazione in cattiva fede da ambienti istituzionali (anche come attore pseudo-istituzionale) conosce, come detto, molto bene i modi per fare questo, chi progetta la manipolazione istituzionale (a differenza di chi la opera questa figura ha visione strategica) conosce molto bene anche gli effetti di massa che tali azioni producono: è un po' banale ma potremmo iniziare con il dire che è un esperto degli esperimenti di Stanley Milgram

Ma questo è ancora riduttivo. Milgram infatti è uno sguardo di psicologia sociale, qui siamo nella sociologia e va còlta la propagazione delle manipolazioni istituzionali (anche operate da attori pseudo-istituzionali) nei gangli delle società complesse 

Da Milgram mutuiamo le idee sul principio d'autorità, che diventano appunto autorità istituzionale quando collocate in ambito sociologico e le "grandi burocrazie" (fisiche e procedurali...) fanno capolino...




Post popolari in questo blog

Pensiero religioso e manipolazione

Superficie e induzione