Introduzione alla guerra psicologica
Poliziotto buono, Poliziotto cattivo: partire da un esempio ci aiuterà
Prima di dare una definizione più corposa di "guerra psicologica" (in chiusura di questo articolo mi limito a darvene una prima definizione banale sintetica ...ma si può dire molto di più) inizio "in scioltezza" in modo pratico, cioè non partiamo dalla teoria ma dalla pratica
Infatti analizzando man mano degli strumenti classici di guerra psicologica questo ci aiuterà a intuire meglio cosa è guerra psicologica: il rischio infatti è che le definizioni non siano così chiare, nel senso che posso assicurare che la persona comune difficilmente dalle definizioni intuisce le applicazioni
Per adesso con qualcosa di simile a una sineddoche (esaminando in questo caso cioè una parte per inziare a farci un'idea del tutto) partiremo da un esempio già a qualche titolo noto e presente nell'immaginario collettivo sia perché qualche aspetto di tale metodo è facilmente intuibile dalla popolazione, sia perché Hollywood ce l'ha riproposto (non per forza esplicitandolo) in tante salse. E noi italiani siamo grandi consumatori di racconti mediatici: credo quindi di muovermi su un terreno fertile
Uno degli schemi più usati a fini manipolativi in contesti di guerra psicologica dove le informazioni (e l'opinione che le masse si fanno delle informazioni) diventano un bene prezioso per compiere (e soprattutto far compiere e obbligare a far compiere) scelte di valore politico è quello dello schema Poliziotto buono, poliziotto cattivo
Molto in sostanza si tratta di:
due attori apparentemente discordi e addirittura litiganti tra loro che sono in realtà d'accordo e fanno questo per ottenere qualcosa da una terza persona
Nel caso della guerra psicologica anzitutto tale terza persona non è un singolo ma un gruppo e in media parliamo di gruppi vasti (migliaia se non centinaia di migliaia di persone)
La guerra psicologica ha infatti dei "perimetri", un suo tipico perimetro è quello nazionale
Wikipedia ...sempre molto parziale
Wikipedia Italia, che vi ricordo qui , (all'8 maggio 2021, data ultima consultazione) ne dà un resoconto molto riduttivo rispetto al suo reale utilizzo politico
Se la dinamica dell'interrogatorio poliziesco ci viene riproposta largamente anche da Hollywood, questa ci serve solo come spunto iniziale per cominciare a approfondirne il suo senso e uso politico.
Partiamo da quello che accomuna il metodo a livello dell'interrogatorio poliziesco e il suo uso invece nella guerra psicologica: in entrambi i casi non si vuole usare la violenza (o se ne vuole limitare l'uso forse è meglio dire) per giungere a influenzare psicologicamente il target
Di politico Wikipedia Italia riferisce (all'8 maggio 2021) solo : "Questa tecnica è utilizzata anche in politica, es. quando i governi fanno azioni da molti non condivise o contraddistinte da poca umanità, viene data risonanza alla voce di altri membri appartenenti ai partiti della medesima coalizione governativa per contentare gli elettori non concordi nel merito delle suddette azioni"
Cosa avviene nell'esempio politico wikipediano ? Il target si sente "consolato", spera in un "riscatto ideologico" e non interviene in proteste dirette contro il partito perché assume che nel partito esista un'opposizione che "si farà valere". In questo modo il partito avrà "mano libera" nel procedere nell'azione sgradita in quanto l'opposizione intrapartitica è finta e non reale. Ho semplificato un po' ma rende l'idea
Comunque va notato che stante quel che dice Wikipedia sembrerebbe la descrizione di una dinamica strettamente intra-partitica
Siamo sicuri che solo di questo si tratti?
Vox populi al caffé
Già la popolazione (che, seppur in modo semplificato, è spesso portatrice di istintivi dubbi verso l'autorità, dubbi non per forza da screditare : qualche origine infatti - naturale o dolosa - la debbono pure avere...) spesso intuisce che tale meccanismo viene riproposto con frequenza all'interno di "dinamiche partitiche bipolari"
E' frase da bar che "i partiti di destra e sinistra fanno in realtà le stesse cose, sono tutti d'accordo"
Qui ovviamente le istituzioni sono pronte a far calare dall'alto sul malcapitato l'accusa di qualunquismo ...eppure se il malcapitato ha ragione il primo qualunquismo sarebbe di matrice istituzionale
Comunque per quanto vox populi semplice semplice davanti a un caffé ...sarebbe l'intuizione primordiale e poco esplicitata a tutti gli effetti di un'applicazione a livello partitico del poliziotto buono-cattivo anche se forse il nostro sorseggiatore di caffé non lo sa
Partitico inteso come "inter-partitico" si noti e non intra-partitico : cioè sarebbe attuata da diversi partiti coordinati tra loro e non solo gestita (questo suggerisce Wikipedia restringendo l'ambito) al livello intra-partitico
Qui il nostro bevitore di caffé (che in definitiva sta mangiando) in media un po' si perde (e il politico nostrano lo sa): entra latentemente in "risonanza simpatetica" (e forse è qui il vero qualunquismo) con i politici e spesso chiude con "eh come ci mangiano sennò" (cioè: se non tengono in piedi l'ipotizzato "teatrino" perdono lo stipendio)
In questo preciso passaggio il nostro uomo da bar si perde invece una parte importante della
verità
Perché - lì dove la tesi del "finto bipolarismo" fosse corretta - la "messainscena" si spiega meglio in un altro modo e appunto si tratterebbe di un'applicazione da guerra psicologica dello schema poliziotto buono-cattivo
Il "finto teatro" del bipolarismo lì dove fosse in piedi servirebbe infatti anzitutto ...per il pubblico (cioè gli elettori) e non per far "mangiare" il politico
In che senso serve per il pubblico? Vediamolo...
Il "costo" della democrazia
La democrazia dell'alternanza ha infatti un costo di gran lunga superiore a una "dittatura" o a un qualunque "schema palesemente meno democratico" che esplicitasse che l'alternanza non può realmente esserci: tenerlo in piedi per qualche migliaio di politici che deve "mangiarci" è spiegazione che convince relativamente
Tali politici potrebbero infatti conservare un discreto potere anche in un assetto meno democratico: questo non toglierebbe loro molto stipendio
Quindi in generale, fermo restando che non è possibile dire in maniera seria in tutti i casi che il "bipolarismo partitico è un teatrino" quello di cui invece il lettore può stare certo è che i guadagni dei politici sono piccola cosa e che lì dove il "teatrino bipolare" è presente (e personalmente reputo che in alcuni casi lo sia) l'obiettivo non è lo stipendio e la pancia del politico (che in questa dinamica semplicemente si "incista" come attore secondario) ma la "credibilità democratica"
Convinzioni come moneta sonante
Questo è molto interessante perchè ci porta a capire un altro aspetto fondamentale: ciò che muove soldi e interi pastoni di tg non è per forza (solo) materiale
Se materiale può essere con tutta probabilità il "fine ultimo" quello che sembra certo è che tale fine in contesti democratici viene raggiunto solo se si ha un "controllo sulle convinzioni popolari"
E' qui che gli attori (intesi come: agenti di una recita) diventano importanti
Quella che viene commerciata e usata come "moneta di scambio" nelle sfere alte della politica sono a tutti gli effetti le "convinzioni delle masse"
E' qui che la dinamica del poliziotto buono-cattivo mostra la sua utilità: l'interrogato (cioè il cittadino privo di autorità) dalla polizia (l'autorità, le istituzioni) infatti sceglierà di fare alcune cose durante l'interrogatorio perché arriva a credere alcune cose false su chi lo sta interrogando. Cioè il cittadino compie alcune scelte (convenienti per le istituzioni) se e solo se arriva a credere una cosa non vera sulle istituzioni stesse
Ma ci stiamo limitando ancora alla "scorza" di un ambito solo partitico e non si entra nell'osservazione di dinamiche meno istituzionali (partitiche e non)
Chi è il poliziotto buono? Non lo decidono strettamente le élites
Ad esempio un altro tema che va sollevato è: chi è poliziotto buono e chi cattivo per le masse che sono il target della recita
Se state seguendo un po' il discorso intuirete facilmente a questo punto che ...contrariamente alla dinamica dell'interrogatorio poliziesco (quindi qui Hollywood spesso ci fuorvia ad esempio) dove il poliziotto buono è quello non manesco mentre quello cattivo è quello manesco ...nella realtà politica non è affatto detto
In politica la definizione di "buono" e "cattivo" dipende esclusivamente dal target che si manipola, quindi non è "il politico" a decidere chi è buono o cattivo ...ma il target (mentre il politico si limita a conoscere le preferenze del target e a blandirle)
Se un target ad esempio vuole un politico manesco (che ovviamente può anche solo "abbaiare" ...cioè fingere di essere manesco ...spesso basta) ...quello per quel target sarà eletto (in tutti i sensi) come "poliziotto buono", mentre potrebbe essere il "poliziotto cattivo" di un altro target (vedete le "ideologie"...)
Suddividendo per punti...
Qui deduciamo quindi che in politica, o forse ora dovremmo meglio dire (visto che lì dove la forma statale non è democratica lo scenario si presenta diverso) ...in democrazia
- esistono decine di "poliziotti buoni" che convivono e così pure di "poliziotti cattivi"
- la definizione sociale di "buoni" o "cattivi" a differenza che nel canovaccio hollywoodiano ...non è univoca
- come preannunciavo in parte all'inizio dell'articolo, a differenza che nell'interrogatorio dove il "manipolando" è uno solo (o comunque un gruppo compatto/omogeneo e ristretto, la "gang", etc....) qui i gruppi da manipolare sono "molti in contemporanea e con visioni anche contrapposte"
- a differenza che nella stanza dell'interrogatorio (dove fino a prova contraria ci sono pochi testimoni, generalmente complici e il famoso "vetro a specchio") ...qui di testimoni ce ne sono moltissimi (potenzialmente l'intero elettorato nazionale, anche se può essere "frammentato" in decine di modi e di questo parleremo...) ...quindi l'azione di manipolazione va svolta alla luce del sole e in tal senso, a maggior ragione, va occultata in modo certosino
Cosa è possibile fare in politica con Poliziotto buono, Poliziotto cattivo?
Con questa metodica è possibile posizionare all'interno di partiti, ma anche esternamente ai partiti (ad esempio leader d'opinione tanto ufficiali quanto meramente carismatici e informali, influencer digitali, etc...) una serie di figure preposte a innalzare il livello del conflitto mediatico nazionale
Il conflitto mediatico, vedremo in futuro, è un tassello centrale delle propagande attuate in contesto democratico
Questi gruppi e personaggi adotterranno retoriche apparentemente contrapposte, anche se lavorano ai medesimi obiettivi (ovviamente non dichiarati ai rispettivi target). Le retoriche contrapposte creeranno "dal nulla" (...in realtà a partire dalle antropologie di massa già a qualche titolo presenti) delle masse contrapposte (e contrapponibili). In questo modo le masse diventano più manipolabili e le si fa muovere all'interno di schemi interpretativi della realtà qualitativamente poveri assicurandosi così i manipolatori che le masse nazionali non escano da una precisa sfera di influenza¹ che se da un lato è solo simbolica (non c'è uso della forza in senso militare classico) dall'altro ha efficacia militare
E questo è l'obiettivo della guerra psicologica: perseguire risultati militari con metodiche non direttamente belliche
Uno schema è una lente d'osservazione
In questo caso, anche solo utilizzando uno specifico strumento, schema, tool (poliziotto buono-cattivo) ci si compone davanti agli occhi una situazione diversa, notevolmente più complessa di altre prospettive
Esaminare i metodi di guerra psicologica è un'azione ovviamente decine di volte più complessa di così, ma questo può iniziare a dare un'idea
Uno schema è una lente d'osservazione. Molte se ne possono adottare
NOTE
¹ Di sfera di influenza riparleremo, perché il primo obiettivo di chi conduce operazioni manipolative è assicurarsi che i suoi target pensino alcune cose e non ne pensino altre.
Potremmo metaforicamente disegnare una sorta di cerchio (e svolgendosi la politica nella realtà, cioè nelle tre dimensioni, noi in realtà sappiamo che è una "sfera" appunto) all'interno del quale indichiamo ciò che "può essere pensato" e all'esterno del cerchio ciò che "non può essere pensato"
All'interno di tale "sfera" diventa (tendenzialmente...) possibile pensare solo a certe cose e impossibile pensare ad altre come se ci fosse un vero e proprio "controllo mentale" nel senso che le masse attribuiscono (erroneamente...) a poteri sovrannaturali o divinità: ovviamente non si tratta di questo ma di un'azione di manipolazione compiuta con tecniche e artifici (da altri umani...) ...ma può essere costruita (e spesso è voluto...) in maniera tale che le masse la percepiscano come "forza sovrannaturale". E anche questo è molto importante, perché manipolazione e pensiero non laico sono parenti molto stretti e perché i poteri non democratici preferiscono sempre le forme di controllo teocratiche alle forme laiche ...solo che nell'occidente democratico questo non lo si può fare in modo palese ...sarebbe uno scandalo, incontrerebbe la disapprovazione di quasi tutta la società civile ...oltre ad essere illegale
Importante anche precisare che nella sfera di influenza non vanno in realtà indicati solo pensieri da indurre e pensieri da impedire... ma anche emozioni da indurre e emozioni da impedire. Qui entra in ballo l'inconscio sul quale trovate qui un esempio di applicazione
